Salute e Benessere

L'artrocentesi: cos'è e quando può essere utile

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L'artrocentesi: cos'è e quando può essere utile
  1. Che cos’è l’artrocentesi?
  2. Come si esegue l’artrocentesi?
  3. Quando è utile eseguire l’artrocentesi?
  4. Quali sono le controindicazioni all’artrocentesi?
  5. Quali sono i rischi legati all’artrocentesi?
  1. Che cos’è l’artrocentesi?

L'artrocentesi è una procedura medica utilizzata per prelevare il liquido sinoviale da un'articolazione. Questo intervento, seppur minimamente invasivo, riveste un ruolo fondamentale in ambito diagnostico e terapeutico nel trattamento di alcune patologie articolari.

  1. Come si esegue l’artrocentesi?

L'artrocentesi è una procedura medica relativamente semplice, ma richiede precisione e una buona conoscenza dell'anatomia delle articolazioni. I passaggi principali per eseguire l'artrocentesi sono:

  • Preparazione del paziente: il medico spiega al paziente lo scopo della procedura, i benefici, i rischi e le alternative. In seguito il paziente, se convinto, esprimerà il proprio consenso scritto prima dell'intervento
  • Posizionamento del paziente: il paziente viene posizionato in modo da facilitare l'accesso all'articolazione interessata. Ad esempio, per un'artrocentesi al ginocchio, il paziente può essere sdraiato in posizione supina con la gamba leggermente flessa
  • Disinfezione dell'area: la cute sopra l'articolazione viene accuratamente pulita e disinfettata per minimizzare il rischio di infezioni. Vengono utilizzate soluzioni antisettiche come la clorexidina o l'alcool isopropilico
  • Anestesia locale (se necessaria): in alcuni casi, specialmente se si prevede che la procedura possa causare dolore, viene somministrata un'anestesia locale. Un piccolo ago viene usato per iniettare l'anestetico nell'area circostante l'articolazione
  • Inserimento dell'ago da artrocentesi: un ago sterile viene selezionato in base alla profondità e alla dimensione dell'articolazione. L'ago viene inserito attraverso la pelle e nei tessuti sottostanti fino a raggiungere la cavità articolare
  • Guida ecografica (se necessaria): in alcuni casi, per garantire una maggiore precisione, l'artrocentesi può essere eseguita sotto guida ecografica, che permette di visualizzare l’avanzamento dell’ago all’interno dell'articolazione in tempo reale
  • Aspirazione del liquido sinoviale: una volta che l'ago è correttamente posizionato all'interno dell'articolazione, il medico utilizza una siringa collegata all'ago per aspirare il liquido sinoviale. La quantità di liquido prelevato può variare a seconda della condizione che si sta trattando o diagnosticando
  • Analisi del liquido prelevato: il liquido sinoviale aspirato viene raccolto in una o più provette sterili. Questo campione può essere inviato al laboratorio per una serie di analisi, come l'esame microscopico, la coltura batterica, la ricerca di cristalli (urato o pirofosfato di calcio) e l'analisi chimica
  • Iniezione di farmaci intra-articolari (se prevista): dopo l'aspirazione del liquido, il medico può (se lo ritiene opportuno) iniettare farmaci direttamente nell'articolazione, come ad esempio corticosteroidi per ridurre l'infiammazione
  • Rimozione dell'ago e medicazione: l'ago viene infine rimosso delicatamente e il sito di puntura viene coperto con una medicazione sterile per prevenire l'infezione. Il paziente può ricevere istruzioni specifiche per la cura dell'articolazione dopo la procedura. Generalmente, si consiglia di evitare sforzi sull'articolazione per un breve periodo.
  1. Quando è utile eseguire l’artrocentesi?

L’artrocentesi è una procedura medica che trova ampia applicazione sia per diagnosticare che per trattare vari disturbi articolari.

 Uno dei contesti più comuni in cui l’artrocentesi si rivela essenziale è quando c'è il sospetto di un’infezione articolare, nota come artrite settica. In questi casi, aspirare il liquido sinoviale dall’articolazione e analizzarlo permette di capire se ci sono batteri o altri agenti infettivi in azione, consentendo di intervenire prontamente con il trattamento più appropriato, come una terapia antibiotica mirata.

L’artrocentesi è preziosa anche per diagnosticare malattie infiammatorie o autoimmuni. Se un paziente soffre di tumefazioni articolari, la procedura può aiutare a confermare una diagnosi come l’artrite reumatoide. Analizzando il liquido articolare, i medici possono rilevare segni di infiammazione e questo può aiutare a distinguere tra diverse patologie.

Un’altra situazione in cui l’artrocentesi si dimostra utile è la diagnosi di condizioni come la gotta o la pseudogotta. Questi disturbi, spesso caratterizzati da attacchi di dolore acuto e gonfiore, sono causati dall’accumulo di cristalli nelle articolazioni. Aspirando il liquido sinoviale e analizzandolo, è possibile identificare la presenza di questi cristalli, confermando la diagnosi e aiutando a gestire il problema in modo efficace.

Anche dopo un trauma articolare, l’artrocentesi può essere indicata. Ad esempio, se un’articolazione appare gonfia e dolorante dopo un incidente o una caduta, potrebbe esserci del sangue all'interno dell'articolazione, una condizione chiamata emartro. Aspirare questo sangue può non solo alleviare il dolore, ma anche fornire indicazioni sulla gravità della lesione, guidando il successivo trattamento.

L’artrocentesi non è utile solo per fare diagnosi, ma è anche una procedura terapeutica molto efficace. Ad esempio, nelle persone con versamenti articolari di grandi dimensioni l’aspirazione di questo liquido può portare un sollievo immediato.

In alcuni casi, una volta aspirato il liquido, i medici possono iniettare farmaci direttamente nell’articolazione. Questo è particolarmente utile in condizioni croniche, come l'artrite reumatoide, dove iniettando corticosteroidi o altri farmaci direttamente nell’articolazione, si può ottenere un controllo più rapido e mirato dell’infiammazione e del dolore evitando gli evinti avversi secondari all’assunzione di corticosteroidi sistemici.

Nelle infezioni articolari invece, l’artrocentesi non è solo diagnostica ma può essere ripetuta anche come parte del trattamento. Aspirando regolarmente il liquido infetto durante il trattamento antibiotico, si riduce il carico batterico nell’articolazione e si previene il rischio di danni permanenti.

Anche in condizioni meno gravi, come la borsite o la tendinite, che spesso causano dolore e limitazione del movimento a causa dell’accumulo di liquido, l’artrocentesi può essere molto utile. Aspirando il fluido infiammatorio si può alleviare il dolore, e se necessario, si possono iniettare farmaci per ridurre ulteriormente l’infiammazione.

  1. Quali sono le controindicazioni all’artrocentesi?

L'artrocentesi è una procedura medica sicura e diffusa, ma ci sono alcune situazioni in cui potrebbe non essere adatta o potrebbe comportare rischi maggiori. Queste controindicazioni possono essere di due tipi: assolute, quando la procedura non dovrebbe essere eseguita in nessun caso, e relative, quando la decisione richiede una valutazione più attenta.

 Una delle principali controindicazioni assolute all'artrocentesi è la presenza di un'infezione della pelle o dei tessuti molli sopra l'articolazione interessata, nota come cellulite. In questi casi, c'è il rischio che l'infezione si diffonda nell'articolazione durante la procedura, peggiorando la situazione. È quindi preferibile trattare prima l'infezione cutanea per evitare complicazioni.

 I pazienti con gravi disordini della coagulazione, o che assumono anticoagulanti non ben controllati, presentano un rischio elevato di sanguinamento durante l'artrocentesi. In questi casi, è essenziale stabilizzare il quadro emorragico prima di procedere con la procedura.

 Le controindicazioni relative invece sono situazioni in cui l'artrocentesi può essere eseguita, ma solo dopo una valutazione approfondita dei rischi. Ad esempio, nei pazienti con una protesi articolare, c'è un rischio maggiore di introdurre un'infezione nella protesi stessa. Ciò potrebbe avere conseguenze gravi, quindi è necessaria una valutazione attenta prima di procedere. Un altro esempio riguarda i pazienti con emofilia o che soffrono di emartro ricorrente (sangue nell'articolazione): in questi casi l'artrocentesi può peggiorare il sanguinamento, quindi è importante considerare attentamente se la procedura è davvero necessaria e, in tal caso, gestire il paziente in modo appropriato.

  1. Quali sono i rischi legati all’artrocentesi?

L’artrocentesi è una procedura sicura e ben tollerata, ma come ogni intervento medico non è priva di rischi. È importante essere consapevoli di questi possibili inconvenienti, anche se la maggior parte delle persone non sperimenta problemi significativi.

 Uno dei principali rischi legati all’artrocentesi è l'infezione. Nonostante la procedura venga eseguita in condizioni sterili, esiste una piccola possibilità che batteri possano essere introdotti nell'articolazione. Se ciò accade, può svilupparsi un’infezione articolare che richiede un trattamento immediato con antibiotici e, in alcuni casi, potrebbe essere necessario un ulteriore intervento.Durante l'inserimento dell'ago, inoltre, è possibile che piccoli vasi sanguigni vengano danneggiati, causando la formazione di ematomi (accumuli di sangue sotto la pelle) o lividi. Questo è più comune nei pazienti con problemi di coagulazione o in quelli che assumono anticoagulanti.

 In aggiunta, l'inserimento dell'ago nell'articolazione può causare un certo dolore o disagio. Questo fastidio può durare per alcune ore o, in rari casi, per qualche giorno dopo la procedura. Il dolore può essere più intenso se l'articolazione è già infiammata o se il paziente è particolarmente sensibile.

 Anche se raro, esiste il rischio di reazioni allergiche ai materiali utilizzati durante l’artrocentesi, come anestetici locali o disinfettanti. In casi estremi, queste reazioni possono essere gravi e richiedere un intervento medico immediato.

 Un altro rischio è rappresentato dalla possibilità che l'ago possa danneggiare accidentalmente i tessuti circostanti, come tendini, legamenti o cartilagine. Questo rischio aumenta se l'articolazione presenta deformità o se la procedura risulta tecnicamente difficile.

Dott. Giorgio Sciarra

Dott. Giorgio Sciarra

Opera presso il Policlinico Umberto I di Roma, dove si sta specializzando in Reumatologia, dopo essersi laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università La Sapienza di Roma con il massimo dei voti. E’ esperto di divulgazione scientifica sui temi della salute, del benessere e dell’alimentazione.

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