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Le allergie al polline arrivano in anticipo: prepara le difese

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Le allergie al polline arrivano in anticipo: prepara le difese

L'allergia ai pollini, comunemente chiamata pollinosi, è una condizione che affligge un numero crescente di persone in Italia. Questa forma di allergia stagionale può compromettere seriamente la qualità della vita, ma fortunatamente esistono diverse strategie efficaci per tenerla sotto controllo. In questo articolo, esploreremo le cause, i sintomi e le opzioni di trattamento per l'allergia ai pollini, fornendo consigli pratici per affrontarla al meglio.

Le allergie al polline liberato dalle piante presentano, infatti, una ben determinata stagionalità. Tra i pollini maggiormente coinvolti nelle reazioni allergiche vi sono ad esempio olivo, betulla, parietaria, ambrosia, cipresso e nocciolo.

In caso di allergia primaverile, conoscere in anticipo l’andamento delle pollinazioni e quali pollini cominceranno a circolare, dove e in che concentrazione, può aiutare a mettere in atto una serie di atteggiamenti preventivi. L’utilizzo del calendario dei pollini, ad esempio attraverso i Centri Nazionali di Aerobiologia o dalle Asl della propria regione, può essere di grande aiuto.

ALLERGIE al polline IN ANTICIPO

Il riscaldamento globale e le conseguenti alterazioni climatiche stanno avendo un impatto significativo sulle allergie stagionali legate ai pollini. Questo fenomeno è diventato un argomento di crescente interesse per la salute pubblica, poiché i cambiamenti in atto influenzano direttamente chi soffre di tali allergie.

Negli ultimi anni, purtroppo, molti di questi pollini hanno cominciato a circolare con discreto anticipo rispetto al previsto, cogliendo impreparate molte persone. Sempre più spesso chi è affetto da allergia al polline lamenta infatti un anticipo dei sintomi tipici (rinite allergica, congiuntivite allergica, prurito al naso, al palato e agli occhi, tosse secca) in periodi antecedenti rispetto al passato.

Ecco come il clima sta modificando il panorama delle allergie ai pollini:

  1. Stagioni polliniche più lunghe:
    A causa delle temperature più elevate, molte piante stanno anticipando la fioritura e prolungando il loro ciclo vegetativo, esponendo gli allergici a periodi più estesi di sintomi.

  2. Aumento della quantità di pollini nell'aria:
    Condizioni più calde e livelli più alti di CO2 favoriscono una maggiore produzione di pollini da parte delle piante, incrementando l'esposizione degli allergici.

  3. Diffusione di nuove specie allergeniche:
    I cambiamenti climatici permettono a piante altamente allergeniche di espandersi in nuove aree geografiche, introducendo nuove fonti di allergia.

  4. Calendari pollinici imprevedibili:
    Le fioriture anticipate o ritardate rendono meno prevedibili i picchi di concentrazione dei pollini nell'aria, complicando la gestione delle allergie.

Come potrebbe essere spiegato questo fenomeno?

In generale, secondo quanto riportato da uno studio del 2021 su PNAS (giornale dell’Accademia Nazionale delle Scienze degli Stati Uniti) riguardante 60 paesi in Nord America, negli ultimi 50 anni si è assistito ad un aumento della concentrazione pollinica del 21%, un anticipo della stagione pollinica di circa 20 giorni e un allungamento di 8 giorni. Secondo gli scienziati esisterebbe una correlazione tra i cambiamenti climatici in corso e questo fenomeno: infatti, l’aumento delle temperature massime e minime durante l’anno potrebbe contribuire all’estensione della durata della stagione pollinica e all’aumento della concentrazione di materiale allergenico in atmosfera.

Per quanto riguarda l’Europa, i dati non sono migliori. Già nel 2022 i dati ottenuti da Copernicus (Programma di Osservazione della Terra dell’Unione Europea) avevano mostrato un aumento dei livelli del polline di betulla in diverse zone d’Europa, combinato con una scarsa qualità dell’aria e aumento di CO2 in atmosfera. Condizioni, queste, che potrebbero esacerbare i sintomi di chi soffre di allergie. Si ritiene infatti che il fattore di influenza principale possa essere proprio l’incremento dei livelli di CO2, dovuto dall’uomo.

Lo sapevi che..

L’aumento di CO2 stimola la fotosintesi clorofilliana: le piante crescono di più e più velocemente e rilasciano un maggior quantitativo di pollini. L'ozono e il particolato, componenti dello smog, possono alterare il potenziale allergenico e infiammatorio del polline.

Esempi di fioritura anticipata

Per quanto riguarda le graminacee, che sono tra le specie più allergeniche in assoluto, in Europa si rileva un anticipo medio di 0.4-0.5 giorni all’anno. Altri esempi sono quelli del nocciolo e dell’ontano montano (betullacee) i quali, complici le temperature miti che si sono registrate quest’anno, hanno cominciato a fiorire già a inizio gennaio nel Nord Italia.

Tutto ciò avviene perché le piante sono estremamente sensibili ai parametri ambientali: ciò ha creato dei problemi nella fisiologia della fioritura delle piante stesse che dipendono dalla temperatura in maniera estremamente significativa, soprattutto alle nostre latitudini.

Le cause principali dell’anticipo e della maggiore estensione della stagione dei pollini sembrerebbero essere dunque il cambiamento climatico e l’inquinamento atmosferico, che vanno ad agire in maniera diretta e indiretta sulle piante e sulla loro fisiologia riproduttiva.

TERAPIA DELLA POLLINOSI

Farmaci

  • Antistaminici come cetirizina e loratadina
  • Corticosteroidi nasali per ridurre l'infiammazione
  • Decongestionanti per liberare le vie respiratorie
  • Cromoni come nedocromil per prevenire le reazioni allergiche

Immunoterapia Specifica

La cosiddetta "vaccinazione" contro i pollini può desensibilizzare gradualmente il sistema immunitario, riducendo la sensibilità nel lungo periodo.

Rimedi Naturali

  • Lavaggi nasali con soluzione salina per alleviare la congestione
  • Integratori a base di estratti di ribes nero e perilla
  • Probiotici per rinforzare il sistema immunitario

Consigli Anti-allergia al polline

Vediamo insieme qualche consiglio utile per prevenire i sintomi da allergia al polline, che possono arrivare ad essere anche molto fastidiosi. Se, come abbiamo visto, i pollini tendono sempre di più ad anticipare la loro stagionalità, non facciamoci cogliere impreparati ricordando sempre che prevenire è meglio che curare!

  • Consultare il calendario pollinico della propria zona: avere una buona conoscenza dell’andamento dei pollini aiuta infatti a ridurre significativamente i sintomi perché porta ad un migliore utilizzo delle terapie e delle strategie di prevenzione.
  • Cercare di evitare di uscire durante o dopo un periodo di pioggia. L’umidità e il calore possono infatti aumentare la dispersione dei pollini.
  • Limitare le uscite anche in giornate ventose o, se non lo si può evitare, coprire naso e bocca e riparare gli occhi indossando un paio di occhiali da sole (soprattutto in caso si esca in bici o in moto).
  • Arieggiare brevemente gli ambienti, preferibilmente al mattino presto quando la concentrazione dei pollini è più ridotta.
  • Al rientro a casa, fare la doccia e lavare i capelli in quanto proprio nei capelli può rimanere intrappolato un considerevole quantitativo di pollini, che possono poi essere inalati durante la notte. Lavare anche gli indumenti utilizzati perché possono trattenere anch’essi allergeni.
  • Depurare al meglio l’organismo e controllare l’alimentazione: durante il periodo di pollinazione sono da evitare i cibi cosiddetti liberatori di istamina come fragole, molluschi, cioccolato, funghi e mandorle.
  • Con l’ausilio del farmacista, si può ricorrere all’utilizzo di farmaci da banco, decongestionanti, antistaminici e corticosteroidi nasali. Nei casi più severi, seguire scrupolosamente le indicazioni del medico in merito alla prescrizione dei farmaci e informarlo se sopraggiungono sintomi come febbre sopra i 38° o scolo nasale verdastro.

Il legame tra allergie ai pollini e cambiamenti climatici è un tema di crescente rilevanza per la salute pubblica. Comprendere questa connessione e adottare strategie mirate può aiutare chi soffre di allergie a gestire meglio i sintomi in un contesto climatico in evoluzione.

Per rimanere aggiornati sulle ultime ricerche e consigli in materia di allergie ai pollini e clima, consultate regolarmente fonti autorevoli, il vostro medico di fiducia e il vostro farmacista.

 

 

 

Le informazioni contenute nel Sito hanno esclusivamente scopo informativo, possono essere modificate o rimosse in qualsiasi momento, non possono in nessun caso sostituire una diagnosi o la prescrizione di un trattamento. Si raccomanda di chiedere sempre il parere del proprio medico curante e/o di specialisti riguardo qualsiasi indicazione riportata. Se si hanno dubbi o quesiti sull'uso di un medicinale o di un integratore è necessario consultare il medico o il farmacista.



Dott.ssa Claudia Brattini

Dott.ssa Claudia Brattini

All'esperienza di Farmacista ha affiancato quella della divulgazione scientifica nell'ambito della salute, approfondendo tematiche legate alla specializzazione in nutrizione e chimica degli alimenti. E' Giornalista e ha svolto un master di Comunicazione & Digital Marketing Sanitario, Giornalismo e Data Journalism.

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