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5 Minuti
| 11/05/2026 |
Dott.ssa Claudia Brattini
Salute e Benessere

Hantavirus: Cos’è, Sintomi, Trasmissione dai Roditori e Rischio in Italia (2026)

Hantavirus: Cos’è, Sintomi, Trasmissione dai Roditori e Rischio in Italia (2026)
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Guida scientifica all’hantavirus: modalità di trasmissione, sintomi precoci, forme cliniche (HPS e HFRS), diagnosi, trattamento e misure di prevenzione efficaci. Aggiornato il 15/5/2026

Hantavirus: Cos’è, Sintomi, Trasmissione dai Roditori e Rischio in Italia (2026)

Negli ultimi anni l’attenzione verso le malattie zoonotiche è aumentata notevolmente. Tra queste, l’Hantavirus ha recentemente riacceso l’interesse dell’opinione pubblica a causa di alcuni casi riportati durante una crociera sulla nave Hondius. Nonostante l’allarme mediatico, le autorità sanitarie italiane e europee ribadiscono che il rischio per la popolazione generale in Italia rimane molto basso.

Conoscere cos’è l’Hantavirus, come si trasmette e come prevenirlo è però utile, soprattutto per chi vive in zone rurali, lavora a contatto con ambienti potenzialmente infestati da roditori o viaggia in aree endemiche.

Indice dei contenuti

1. Introduzione: perché si parla di Hantavirus oggi

L’Hantavirus è una famiglia di virus di origine zoonotica trasmessi principalmente dai roditori. Sebbene sia noto da decenni, i recenti casi internazionali, tra cui quelli avvenuti durante una crociera, hanno aumentato l’attenzione mediatica. In Italia non sono mai stati documentati casi autoctoni e il rischio per la popolazione generale rimane molto basso, secondo Ministero della Salute, OMS ed ECDC.

2. Che cos’è l’Hantavirus?

L’Hantavirus non è un singolo virus, ma una famiglia appartenente all’ordine Bunyavirales. Ogni ceppo è tipicamente associato a una specifica specie di roditore (topi, ratti, arvicole) che funge da serbatoio naturale. Il virus è stato studiato in modo approfondito dopo l’epidemia del 1993 nel sud-ovest degli Stati Uniti e dopo i casi osservati durante la guerra di Corea negli anni ’50.

3. Le due forme cliniche principali: HPS e HFRS

L’infezione da Hantavirus può manifestarsi in due sindromi principali:

  • Sindrome Polmonare da Hantavirus (HPS): più comune nelle Americhe. Inizia con sintomi simil-influenzali e può evolvere rapidamente in grave insufficienza respiratoria con accumulo di liquidi nei polmoni.
  • Febbre Emorragica con Sindrome Renale (HFRS): prevalente in Europa e Asia. Colpisce principalmente i reni, causando dolore lombare, alterazioni della diuresi ed, in casi gravi, insufficienza renale acuta.

4. Come avviene il contagio?

L’Hantavirus non si trasmette come un comune virus respiratorio. I roditori infetti eliminano il virus attraverso urine, feci e saliva. L’uomo si contagia principalmente per:

  • Inalazione di aerosol: la modalità più frequente. Polveri contenenti particelle virali si sollevano durante la pulizia di ambienti chiusi, cantine, soffitte o fienili.
  • Contatto diretto con deiezioni di roditori (toccare e portarsi le mani a bocca, naso o occhi).
  • Morsi di roditori (raro).
  • Ingestione di alimenti o acqua contaminati.

La trasmissione da uomo a uomo è estremamente rara e documentata solo per il ceppo Andes in Sud America.

5. Il virus Andes e la trasmissione interumana

Il virus Andes, circolante soprattutto in Argentina e Cile, è uno dei più aggressivi, con mortalità che può arrivare al 40% nella forma polmonare. È l’unico ceppo per cui è stata documentata, seppur in modo limitato, la trasmissione da persona a persona. Non esistono vaccini né terapie antivirali specifiche.

6. Situazione epidemiologica in Italia e in Europa

In Italia non è mai stato registrato alcun caso di infezione autoctona. I rarissimi casi storici sono tutti “di importazione”, contratti in aree endemiche (principalmente Balcani). Le autorità sanitarie italiane e l’ECDC considerano molto basso il rischio per la popolazione generale. Il monitoraggio prosegue, soprattutto per le persone che hanno avuto contatti con i casi della crociera Hondius. Il rischio rimane legato all’esposizione prolungata a ambienti chiusi e infestati da roditori.

7. Chi è maggiormente a rischio?

Le categorie più esposte sono:

  • Agricoltori e lavoratori forestali
  • Escursionisti e persone che utilizzano rifugi o baite di montagna
  • Personale addetto alle pulizie di locali rurali, cantine o edifici abbandonati
  • Proprietari di case che effettuano pulizie o ristrutturazioni in ambienti con presenza di roditori

8. Sintomi dell’Hantavirus e diagnosi

Il periodo di incubazione varia da 1 a 5 settimane. I sintomi iniziali sono aspecifici e simili a una forte influenza:

  • Febbre alta improvvisa
  • Brividi e cefalea intensa
  • Dolori muscolari (soprattutto schiena, cosce e spalle)
  • Nausea e vomito

Nella forma renale possono comparire dolore lombare e riduzione della diuresi. Nella forma polmonare compaiono tosse secca e difficoltà respiratoria. La diagnosi viene confermata con esami sierologici (ricerca di anticorpi specifici) o test molecolari.

9. Trattamento e gestione clinica

Non esiste una terapia antivirale specifica. Il trattamento è di supporto e può richiedere, nei casi gravi, ricovero in terapia intensiva, ventilazione assistita o dialisi. La prognosi dipende dalla tempestività dell’intervento e dal ceppo virale coinvolto.

10. Prevenzione: le regole pratiche per evitare il contagio

La prevenzione è l’unico strumento realmente efficace. Ecco le misure raccomandate dall’OMS e dal Ministero della Salute:

  • Sigillare fessure e accessi per impedire l’ingresso dei roditori
  • Conservare cibo e mangimi in contenitori ermetici
  • Prima di pulire ambienti sospetti: arieggiare per almeno 30 minuti
  • Non usare mai scopa o aspirapolvere (sollevano polvere infetta)
  • Inumidire le superfici con una soluzione di candeggina al 10% prima di pulire
  • Indossare guanti in gomma e mascherina FFP2/N95 in ambienti molto polverosi
  • Smaltire i residui in sacchetti sigillati

11. FAQ – Domande frequenti sull’Hantavirus

Cos’è l’Hantavirus e come si trasmette?

È una famiglia di virus trasmessi dai roditori. Il contagio avviene principalmente inalando particelle virali presenti nelle polveri di urine, feci o saliva secche di roditori infetti. La trasmissione da uomo a uomo è rarissima e limitata ad alcuni ceppi sudamericani.

Qual è il rischio di Hantavirus in Italia?

Ad oggi non esiste alcun caso autoctono documentato in Italia. Il rischio per la popolazione generale è considerato molto basso. Sono stati registrati solo rarissimi casi di importazione in persone di ritorno da zone endemiche.

Quali sono i sintomi dell’infezione da Hantavirus?

I primi sintomi (febbre alta, brividi, mal di testa, dolori muscolari intensi) compaiono tra 1 e 5 settimane dall’esposizione. Successivamente possono manifestarsi problemi renali o respiratori a seconda del ceppo virale.

Come pulire cantine o fienili in sicurezza?

Arieggiare il locale per almeno 30 minuti, indossare guanti e mascherina FFP2, inumidire tutte le superfici e le

Fonti

https://www.who.int/news-room/fact-sheets/detail/hantavirusLink https://www.salute.gov.it/new/it/faq/infezione-da-hantavirus/ https://www.osservatoriomalattierare.it/news/attualita/23017-hantavirus-cose-il-virus-che-torna-a-far-paura-e-quali-sono-le-raccomandazioni-ufficiali

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Dott.ssa Claudia Brattini

(697 articoli)
Farmacista specializzata in chimica degli alimenti e laureata in Scienze della Nutrizione con indirizzo nutraceutico, ha affiancato all'attività professionale la divulgazione scientifica nell'ambito della salute. È giornalista e ha completato un master in comunicazione della salute & digital marketing sanitario, giornalismo e data journalism.
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